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martedì 29 settembre 2020

 Il nuovo modello di PEI - terza parte - A


Questa è la terza parte dell'analisi e commento della bozza di nuovo modello di PEI.

Vengono esaminate le prime sette sezioni del modello.

Nel prossimo video verranno presentate le altre sezioni.


Video



giovedì 17 settembre 2020

 Il nuovo modello di PEI - seconda parte


Analisi e commento della bozza di decreto interministeriale.

Seconda parte: il GLO e la proposta di risorse di sostegno

Video



Slide della seconda parte

lunedì 14 settembre 2020

 ANALISI E COMMENTO DELLA BOZZA DI DECRETO INTERMINISTERIALE SUL MODELLO DI PEI E SULLE MODALITA' DI ASSEGNAZIONE DELLE RISORSE DI SOSTEGNO


Questo è il video della prima parte della mia lettura della bozza di decreto interministeriale.

Video




Questo è il link nel quale, invece, trovate le slide relative a questa prima parte.

Slide della prima parte


 Il nuovo modello di PEI

Allego la bozza del decreto interministeriale contenente il nuovo modello di Piano Educativo Individualizzato e le modalità relative all'assegnazione delle misure di sostegno con i relativi allegati (linee guida - modelli di PEI per infanzia, primaria e secondaria di I e di II grado, scheda debito funzionamento e tabella fabbisogno).

Sottolineo come siamo in presenza ancora di bozze per cui le osservazioni e i commenti dovranno essere poi confrontati con il testo definitivo.

Schema decreto

ALLEGATO A1 - PEI INFANZIA

ALLEGATO A2 - PEI PRIMARIA

ALLEGATO A3 - PEI SECONDARIA DI I GRADO

ALLEGATO 4 - PEI SCUOLA SECONDARIA DI II GRADO

ALLEGATO B - LINEE GUIDA

ALLEGATO C - DEBITO DI FUNZIONAMENTO

ALLEGATO C1 - TABELLA FABBISOGNO RISORSE


 Un regalo per me...


Questo video mi è stato regalato da un gruppo di carissimi amici in occasione del mio pensionamento.

Si tratta di un regalo davvero particolare che mi ha riempito di commozione.

Ve lo mostro.

Video




martedì 21 aprile 2020

Valutare in tempo di pandemia


Ieri ho assistito ad un webinar (che brutto termine...) che ho organizzato per conto della rete  d'ambito 6 sul tema della valutazione nella didattica a distanza. L'esperto, Mario Castoldi, ci ha condotto ad una serie di importanti riflessioni sulla funzione e sul valore della valutazione nella formazione. In effetti l'esperienza della didattica a distanza ci costringe a ripensare un po' tutto il senso del nostro fare scuola dal momento che mette in crisi le abitudini consolidate, le routine didattiche e valutative della didattica in presenza che ci siamo subito accorti che non sono proponibili a distanza.
Questo vale, naturalmente, anche per la valutazione e Castoldi ci ha ricordato come la valutazione sia funzionale all'apprendimento e  non viceversa. Soprattutto oggi a distanza non possiamo certo riproporre il modello tradizionale di prova di verifica individuale tipo prova d'esame. E allora dovremo utilizzare quelle  metodologie e quegli strumenti che ci consentono di attuare una vera valutazione per l'apprendimento che, tra l'altro, ben si presta ad un utilizzo delle tecnologie digitali che ne valorizzi al meglio le potenzialità.
Leggo poi oggi un illuminato intervento di Carlo Petracca sull'esame di terza media: Esame di terza media. Figli di un dio minore?
Petracca polemizza con la decisione contenuta nel decreto legge 22/2020 di non far svolgere l'esame conclusivo del primo ciclo d'istruzione (il vecchio esame di licenza media) nel caso, ormai molto probabile, che non si rientri a scuola entro il 18 maggio. 
Sono numerose le argomentazioni che porta a sostegno della propria tesi ma ce n'è una che mi preme sottolineare ed è quella che ribadisce la funzione educativa dell'esame.
L’esame consiste, come sappiamo, in una serie di prove ed è percepita dagli stessi alunni come una prova. Gli studi di settore e l’esperienza hanno dimostrato che gli adolescenti vanno alla ricerca di prove in ogni campo per costruire le loro identità, per avvicinarsi al mondo adulto, in definitiva per constatare la loro crescita. Spesso sono le cosiddette “prove di coraggio” anche rischiose per la loro incolumità, ma che comunque aiutano a crescere. Nella vita non ci sono solo prove fisiche, ma anche prove in cui dobbiamo fare ricorso alle nostre capacità, alle nostre risorse, alle nostre attitudini. E ne sono molte. Ebbene l’esame finale del primo ciclo è la vera prima prova che l’adolescente si trova ad affrontare. Di fronte ad essa non si pone con indifferenza, ma con un sentimento di attesa e persino di ansia che richiede di raccogliere le proprie energie e di dare prova di sé. Ecco perché l’esame di terza media ha una grande funzione formativa. Abolirla anche in un periodo di emergenza significherebbe privare gli adolescenti di una prova importante.
 In effetti Castoldi e Petracca utilizzano la stessa modalità di analisi e di riflessione: nei momenti in cui l'emergenza sanitaria ci costringe a fare delle scelte noi dobbiamo tornare a riflettere sul senso più profondo della nostra azione. E il senso profondo, il valore, la funzione della valutazione è, comunque, quella di formare, non quella di giudicare e selezionare.



giovedì 16 aprile 2020


La scuola intubata


Bellissimo l’articolo di Alberto Melloni, Il corpo del docente, che compare oggi su Repubblica.
Melloni si occupa ogni tanto di scuola. All'inizio dell’anno scolastico un suo intervento (“Cara prof., le dico solo grazie”) l’ho indirizzato come messaggio di augurio a tutto il personale docente di Chieti 4 e San Giovanni Teatino.
Oggi interviene sulla didattica a distanza e dice cose molto interessanti alla luce anche della sua esperienza di docente del sistema universitario (è infatti ordinario di storia del cristianesimo nell'Università di Modena-Reggio Emilia) che già da tempo la utilizza e, quindi, ne conosce limiti e potenzialità.
L’articolo parla di corpo, appunto, di quella di fisicità che è alla base della relazione educativa e che il distanziamento sociale ha eliminato.
Parla anche del fatto che la didattica a distanza piace molto a chi ha una concezione trasmissiva del sapere, fatta di pillole pre-confezionate da spedire al destinatario.
Ma, soprattutto, sottolinea come fa parti eguali fra diseguali. Non è un caso che usi quest’espressione: Melloni ha infatti curato l’edizione nella collana “I Meridiani” delle opere di don Lorenzo Milani. La didattica a distanza, infatti
rende plastica la distanza fra i figli dei ricchi (con la loro stanzetta singola, la fibra, l'iPad e la carta di credito già pronta per andare a una università vera) e i figli dei poveri a cui il ministero è riuscito a far giungere un tablet la cui webcam racconterà una cucina affollata di fratelli e adorna di angosce (e l'approdo al mondo opaco delle università telematiche e dei corsi telematici nelle università vere). 

Non è questa la vera rivoluzione digitale che può fornire valore aggiunto alla scuola. Deve avere altre caratteristiche.
Tocca e toccherà anche il sapere costruito: ma sa che il sapere si costruisce solo nella relazione. Anziché insegnare in una distanza che riduce il confronto a chat, il pensiero a "pillola", la verifica a e-Proctoring, sa che l'aula è il luogo in cui si formano scienza e coscienza critica, necessarie a possedere competenze e tecnologie che domani saranno necessarie sul lavoro e che oggi decidono della felicità, della democrazia e della salute - come dimostrano i cyberdepressi, i sovranisti e i no-vax.

Del resto la ricerca educativa ci ha ampiamente dimostrato come non è la tecnologia digitale in sé a fare la differenza ma la strategia formativa che la tecnologia stessa implementa.

La trasformazione digitale è dunque strumento necessario nella scuola e nell'università. Come lo era la lavagna ai tempi di De Amicis; ma come la lavagna è e resta strumento. Se sulla lavagna ci scrive Carlo Rubbia o un mediocre imbarcato ope legis, c'è una bella differenza. Se di fronte alla lavagna c'è un ceto filtrato dalle leggi razziste oppure una comunità costituzionalmente "aperta a tutti", cambia molto.

Dunque sono fondamentali le intenzionalità educative e le competenze pedagogiche di chi utilizza lo strumento tecnologico. E questo riguarda quella comunità educante che con grande fatica le nostre scuole stanno cercando di mantenere vive.

La "comunità educante" - che tornerà protagonista con buona pace di quelli che "una lezione a distanza è per sempre" - è il luogo in cui la Repubblica usa ogni strumento necessario per offrire a tutti pensiero critico e rimuove gli ostacoli "che di fatto impediscono" a tutti quella formazione.

Ma è soprattutto la conclusione dell’articolo che mi ha molto colpito.

Non è escluso che il prossimo anno scolastico si debba ricorrere ancora all'insegnamento a distanza, che è stato il modo di intubare la socialità educativa soffocata dalla pandemia. Ma nessuno vuol vivere intubato. Nemmeno il pianeta-educazione in attesa di una transizione che faccia distinzioni necessarie a non fare errori gravidi di conseguenze.

Condivido molto queste lucide considerazioni di Melloni. L’esperienza della didattica a distanza ci presenta delle opportunità ma anche dei rischi rispetto alla scuola che riprenderà dopo l’emergenza. Se sarà migliore o peggiore non dipenderà, comunque, dalla quantità di dispositivi digitali di cui disporrà, ma dalle finalità educative che orienteranno le sue scelte.